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È arrivato il colibrì di Google

Proprio quando pensi di aver compreso le logiche di Google ecco che il colosso di Mountain View (California) cambia le carte in tavola.

L’introduzione del nuovo algoritmo di Google è avvenuta in sordina durante il mese di settembre e ne abbiamo avuto notizia solo alcune settimane più tardi. Questa volta Big G ha scelto la via della sobrietà, benché rispetto ad altre innovazioni introdotte in questi anni (vedi Google Panda e Google Penguin) Hummingbird rappresenti una modifica molto profonda nel funzionamento dei motori di ricerca. Si prevede infatti che questa nuova evoluzione di Google avrà effetti su circa il 90% delle ricerche effettuate dagli utenti.

Quali sono le conseguenze sui risultati di ricerca?

La scelta del nome non è casuale. Hummingbird, che in italiano significa Colibrì, evidenzia due caratteristiche del nuovo algoritmo di Google: più veloce e più preciso, proprio come il piccolo volatile. In particolare verranno migliorati i risultati per le ricerche conversazionali, ovvero quelle ricerche in cui l’utente pone una domanda articolata del tipo: “Dove posso trovare le gomme da neve più economiche?”. Attualmente Google prende in considerazione singole parole o combinazioni di due tre termini (es. gomme da neve) per restituire un risultato corretto, mentre d’ora in poi dovrebbe essere in grado di comprendere e rispondere all’intera domanda con le pagine corrette. Per esempio invece di visualizzare genericamente dei siti di gommisti o dei negozi di ricambi per auto, dovremmo visualizzare delle offerte sui pneumatici da neve.

Questa modifica dovrebbe anche servire per rispondere meglio alle ricerche da mobile, che sempre più spesso vengono effettuate in modalità vocale.

Come stiamo ammortizzando il cambiamento?

Secondo le prime indiscrezioni per affrontare questa modifica mantenendo e migliorando le posizioni conquistate sui motori di ricerca sarà sempre più importante:

  • generare contenuti di qualità che diano informazioni utili agli utenti e che siano condivisibili
  • seguire una logica del tipo “domanda e risposta” nella realizzazione dei testi
  • tenere aggiornato il sito
  • adattare i propri contenuti all’utente proveniente da mobile

In realtà per noi esperti di SEO (Search Engine Optimization) non cambia molto, o meglio, non per noi di Archimede, che da sempre abbiamo prediletto l’utilizzo di contenuti di qualità per ottenere migliori risultati in termini di posizionamento. Questo significa anche, come hanno detto molti autorevoli SEO Specialist, che l’ottimizzazione di un sito non può essere un’attività sbrigativa, ma il risultato di una strategia di lungo termine ben definita e sviluppata in collaborazione tra cliente e agenzia.

Sarà nostro compito rimboccarci le maniche per farvi capire che le SEO non è morta, anzi vola più veloce che mai. 

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