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Adobe Flash Player, storia di un fallimento annunciato

Aveva fatto scalpore, il mese scorso, la decisione di Mozilla di bloccare Adobe Flash su Firefox. La società, nella settimana in cui giungeva l’annuncio, si era trovata ad affrontare alcune situazioni delicate e sviluppatesi in seguito ad un attacco di Hacking Team. Nello specifico,  un furto di 400GB di dati ai danni della società milanese DaVinci, nota per il software di spionaggio, e successivamente divulgati,  fra cui un paio riguardanti il plug-in per browser Flash.

È di poche ore invece la notizia secondo la quale Alex Stamos, nuovo chief security officer di Facebook, avrebbe chiesto ufficialmente alla società Adobe di stabilire una data precisa per il “fine vita” di Flash Player, che da anni rappresenta il bersaglio privilegiato di creatori di malware e cyber-criminali. Il manager di Facebook ha proposto un periodo di transizione relativamente lungo (18 mesi), alla termine del quale “l’intero ecosistema” del Web dovrebbe essere forzato all’upgrade a tecnologie più sicure come lo standard HTML5.

Cerchiamo ora di fare qualche passo indietro e capire le ragioni che lentamente, ma in modo irreversibile, hanno portato Flash al crollo definitivo. Soprattutto per capire quali scenari attendono non solo utenti e appassionati di tutto il mondo, ma anche e soprattutto potenziali investitori.

1) Pesantezza.  Il software in fase di aggiornamento sembrava non risolvere le proprie criticità. Anzi, quanto più veniva aggiornato, tante più risorse richiedeva per l’utilizzo;

2) Impossibilità di indicizzare i contenuti.  Aspetto importante, considerando che la maggior parte delle applicazioni in Adobe Flash servono per la pubblicità;

3) Un sistema per nulla indipendente.  Allo stato attuale Flash necessita sempre di nuove risorse, plugins di terze parti installati sul browser, che alle volte sono pesanti e noiosi da gestire;

4) Sottovalutato su mobile.  Sembra paradossale, ma in netta controtendenza con le linee di mercato Adobe ha sempre guardato con diffidenza allo sviluppo mobile del programma,  sempre bannato e di conseguenza mai sviluppato in maniera adeguata. All’applicazione, infatti, Flash riscontra problemi di pesantezza e scarsa compatibilità con i dispositivi;

5) Bad reputation.  A conti fatti è sempre stato utilizzato per realizzare pubblicità invasiva e monotona, e nel tempo gli utenti lo hanno interpretato un ostacolo anziché una risorsa;

6) Superficiale. I coraggiosi che hanno deciso di utilizzarlo ne sono sempre usciti con la testa fasciata, a causa di falle inspiegabili che continuavano a comparire nel mezzo dell’applicazione, impedendo di chiudere la pagina. Un forte deterrente per chiunque;

7) Il danno e la beffa.  Una mezza colpa a dire il vero, ma va comunque aggiunto alle aggravanti. Spesso è capitato che siti non sicuri, nel tentavano di trasmettere virus all’utente, giustificassero l’installazione di Flash. Procedimento reso comodo e possibile direttamente sulla pagina in navigazione. Con relativo, e spiacevole, epilogo a sorpresa. In ogni caso si tratta di un software vulnerabile che non ha mai espresso piena sicurezza (il più recente http://www.geekissimo.com/2015/08/05/yahoo-attacco-malware-tramite-banner-pubblicitari/).

 

Adobe Flash sta per essere sostituito dal nuovo HTML5. Si tratta di una notizia ufficiosa, beninteso, ma tutto in questo momento lascerebbe presagire questo scenario. Un sistema ancora giovane e in fase di sviluppo, ma già ora più robusto del vecchio e per nulla compianto Flash.

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