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Tutti i segreti del Traffico Diretto in Google Analytics

Il monitoraggio e l’analisi del traffico diretto rientrano tra le attività SEO che a prima vista possono sembrare semplici e banali; in realtà questo tipo di canale nasconde più insidie e segreti di quanto normalmente si possa pensare.
Molti infatti, forse ingannati proprio dal nome che Analytics attribuisce a questo tipo di traffico, ritengono che il traffico diretto sia costituito solamente dalle visite degli utenti che hanno digitato la URL del sito nella barra degli indirizzi del browser o tutt’al più da utenti che, una volta visitato il sito, vi accedono successivamente tramite i cosiddetti Bookmarks (o segnalibri).
Purtroppo la questione non è così semplice e riduttiva, vediamo il perché.

La “strana” crescita del traffico diretto

Al SEO Specialist e all’Analista più attento non sarà certo sfuggito che, ultimamente, il traffico diretto sta crescendo e veicolando sempre più sessioni e visite al sito.
Analytics_TrafficoDiretto_1

Tutta questione di brand awareness? Non sempre…

Proprio in merito al diretto, diversi Web Analysts e SEO specialist riconosciuti a livello internazionale, hanno messo in guardia i professionisti del settore sostenendo come il monitoraggio del traffico diretto potrà trasformarsi in un grosso problema nei prossimi anni.

 

“Direct traffic is increasing day by day and if you don’t do anything about it now, then one day all you will see in your analytics reports will be direct traffic:

little to no referral data, just direct traffic and your favourite ‘not provided’ keywords.”

(Himanshu Sharma – www.optimizesmart.com)

 

Ecco allora che è utile fare una riflessione su come viene registrato questo tipo di traffico e sulle situazioni in cui si deve prestare particolare attenzione.

Come viene registrato il traffico diretto?

Il Tool di analisi di Google classifica il traffico diretto per esclusione, dopo aver verificato che questo non provenga da altre fonti (motori di ricerca, social e siti esterni). Quella diretta, infatti, è l’unica fonte di traffico che Google Analytics traccia in maniera differente rispetto alle altre.

Cos’è il traffico diretto per Google Analytics

Il traffico diretto è una sessione o visita che inizia senza che il Referrer sia comunicato dal browser dell’utente.

“Direct Traffic is a web session (or visit) which starts without a referrer being passed by the user browser”

(Himanshu Sharma – www.optimizesmart.com)

 

Come abbiamo visto nella definizione, la discriminante che Analytics utilizza per distinguere le varie fonti di traffico è il Referrer del Browser.
Google_Analytics_TrafficoDiretto_2

Il referrer è un parametro che individua la provenienza dell’utente e la registra nei vari tipi di fonte predefiniti: organico (ovvero dai motori di ricerca), social e referral (siti terzi che contengono un link verso il proprio sito web).

Visite tracciate erroneamente come traffico diretto

Quando il campo referrer non viene comunicato dal browser Analytics però non è più in grado di catalogare la fonte della visita e quindi procede come detto in precedenza “per esclusione, registrando la stessa come traffico diretto.
Le situazioni in cui il campo referrer non è passato dal browser sono numerose ed in crescita. Ciò avviene anche a causa dell’introduzione di nuove tecnologie e dell’aumento delle strategie di marketing e SEO.
Si propone ora una lista delle circostanze più significative, molte delle quali ancora poco conosciute, che vanno sempre tenute in considerazione durante un’analisi del traffico diretto:

  1. Visite/Sessioni provenienti da un sito Https verso un sito Http
    Questo è il caso più frequente: di default un browser che accede ad un sito Http da un sito Https non passa il campo referrer per motivi di sicurezza. Dunque, Analytics traccerà sempre questo tipo di visita come diretta, anche se di fatto si tratta di una visita proveniente da referral.
    Buona pratica sarebbe quella di convertire il proprio sito dalla versione Http alla versione Https: tra siti Https il referrer infatti viene comunicato.
  1. Visite/Sessioni da App
    La maggior parte delle applicazioni mobili che hanno un link al sito non passano il campo referrer in quanto installate sui dispostivi e non derivanti da una navigazione web. Tuttavia questo è un caso di tracciamento corretto del traffico diretto. Le App, infatti, sono assimilabili ad un Segnalibro scaricato da un utente che ritorna abitualmente sul sito.
  1. Visite/Sessioni da Segnalibri (utilizzati dopo 6 mesi dall’ultimo accesso!) Anche le visite effettuate tramite i Segnalibri salvati nella barra dei preferiti del browser dell’utente vengono tracciate come traffico diretto. Ma attenzione, se non vengono cancellati i cookies, ciò avviene solamente dopo 6 mesi dal salvataggio dell’indirizzo come preferito.
    Ad esempio, quando un utente arriva sul nostro sito da google.it ed imposta il segnalibro nel suo browser, tutte le altre visite che questo utente effettuerà attraverso il Bookmark entro 6 mesi, saranno registrate come ricerca organica e non come traffico diretto.
  1. Visite/Sessioni provenienti da PDF, Email Client e da altre risorse non-html (word, excel, ecc.)
    Tutte le visite originate da documenti non-html e client email vengono tracciate come traffico diretto in quanto non provenienti da una navigazione web. In questo caso il consiglio è quello di parametrizzare gli URL attraverso i “campi utm” in modo da poter distinguere dal traffico diretto tali accessi, categorizzandoli in base al tipo di mezzo utilizzato.
  1. Visite/Sessioni da pagine con Redirect effettuato tramite Meta o Javascript
    I Redirect effettuati tramite questi tipi di mark-up/linguaggi comportano una maggiore probabilità di far perdere l’informazione del referrer ai diversi browser, e di causare così un erroneo tracciamento della visita come diretta. È buona norma privilegiare redirect lato server in caso di reindirizzamento dell’utente verso altri contenuti. Questi tipi di redirect infatti hanno una compatibilità cross-browser migliore.
  1. Visite/Sessioni da pagine con Redirect 302
    Il Redirect 302 è meno compatibile con i diversi browser rispetto al 301. Ciò si traduce in situazioni in cui il browser non passa il referrer. È quindi consigliabile utilizzare principalmente quest’ultimo tipo di redirect in caso di reindirizzamento dell’utente verso altri contenuti.
  1. Visite/Sessioni iniziate tramite azione “Apri in Safari” o “Apri in Chrome” con iOS
    L’Opzione “Apri in Safari” o “Apri in Chrome” presente sui dispositivi iOS non passa il referrer ed è dunque tracciata come traffico diretto da Analytics.
  1. Visite/Sessioni provenienti da link con rel=”noreferrer” nell’ <a href> del codice sorgente
    Il traffico è tracciato come diretto anche in caso di attributo rel noreferrer nel link cliccato dall’utente per accedere al sito. Come da nome, questo attributo fa sì che il browser dell’utente non passi il referrer.

Conclusioni

A questo punto è facile intuire l’importanza di ricevere traffico da fonti che passano i referrer. La precisione e la qualità del traffico che verrà registrato da Analytics come diretto tenderà ad essere proporzionale agli sforzi attuati per limitare la maggior parte delle situazioni che abbiamo appena segnalato.
Se si gestisce un sito di terzi, inoltre, è consigliabile concordare e confrontarsi con il cliente sulle diverse azioni che possono ricondurre traffico al sito. Questo eviterà di ritrovarsi con una fonte di traffico molto eterogenea e quindi di difficile interpretazione.
Il monitoraggio del traffico diretto è dunque un aspetto molto delicato che l’Analista o il SEO Specialist devono affrontare con la massima attenzione. In quest’ottica è opportuno tenere in considerazione tutte le possibili situazioni che Analytics registra in tale tipo di traffico attuando strategie e accorgimenti specifici al fine di limitare distorsioni. In caso contrario, i dati tenderanno ad essere “sporchi” e nella peggiore delle ipotesi, indurranno ad  un’erronea valutazione della performance del sito e delle azioni di marketing ad esso correlate.

Guido

*Per approfondimenti:

Come funziona l’algoritmo di inclusione/esclusione per le fonti di traffico in Google Analytics (“Guida Ufficiale di Google Analytics” – https://support.google.com/analytics/answer/6205762?hl=it)
Come visualizzare il campo Referrer Http direttamente dal browser (“Complete Guide to Direct Traffic Analysis” – https://www.optimizesmart.com/geek-guide-direct-traffic-analysis/ )

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